Il censimento delle cassette idriche è nato come un'attività di carta e pennarello: si apre la cassetta, si legge cosa c'è dentro, si appiccica un'etichetta.
TARGA è un software a sé, non un modulo di GEA NEXT: ha un ciclo di vita, un'interfaccia e dei permessi propri, perché la targhettatura è un progetto con un inizio e una fine, non un processo ricorrente di fatturazione. Condivide però con GEA NEXT i terminali, gli utenti e le anagrafiche degli oggetti di allacciamento: per l'operatore sul campo resta un unico ecosistema.
Etichetta in plastica applicata a mano, foto sparse su un telefono, un foglio di riepilogo compilato la sera. Gli impianti senza targhetta restano fuori: nessuno sa come chiamarli.
Il terminale genera il codice della cassetta, tagga gli impianti direttamente sulla foto interna e assegna un identificativo anche a quelli non riconosciuti. L'ufficio vede il censimento arrivare mentre l'operatore è ancora in strada.
Un CSV di oggetti di allacciamento diventa la base anagrafica. L'elaborazione è asincrona: carichi e continui a lavorare.
Le misure da rilevare sono form dinamici: testo, scelte multiple, date, foto. Li componi in ufficio, senza toccare l'app.
Scegli i punti, l'operatore e i lookup da rendere disponibili sul terminale. Decidi cosa è obbligatorio.
Foto panoramica, foto interna con i tag sugli impianti, coordinate, note. Le cassette rientrano a blocchi, in background.
Un CSV con una riga per impianto, più l'area dedicata ai disallineamenti per sanare i codici duplicati.
Nessuna telefonata per sapere a che punto è un operatore. Il giro cambia stato da solo, e se serve spostare i punti non ancora lavorati su un altro terminale, si riassegnano senza perdere quelli già chiusi.